Monica Secca
Tricopigmentazione
Micro-depositi di pigmento nel cuoio capelluto che ricreano l’effetto del capello rasato o ne infoltiscono la densità. Non è un trapianto e non è un tatuaggio comune.
In studio la esegue Monica Secca.

La tecnica
Punti, densità e proporzione.
La tricopigmentazione affronta la calvizie dal lato estetico: non fa ricrescere il capello, ma ne ricrea l’aspetto depositando pigmento nello strato superficiale del cuoio capelluto, un punto alla volta. Vista da vicino e da lontano deve somigliare a un capello vero in ricrescita, ed è per questo che il risultato dipende molto da chi la esegue.
È una tecnica dermo-estetica, indolore, che si esaurisce nel tempo e si mantiene con un richiamo. Chi la esegue in studio è Monica Secca.
Le tecniche
Sei risposte, esigenze diverse.
L’effetto cambia in base alla quantità e alla lunghezza dei capelli, alla zona da trattare e al risultato cercato.
Effetto rasato
Ricrea l’aspetto della testa rasata di fresco. La scelta più frequente in caso di calvizie evidente.
Effetto densità
Infoltimento a capello lungo, uomo e donna. Per diradamenti da lievi a medi.
Camouflage cicatrici
Maschera le cicatrici nucali, comprese quelle da autotrapianto FUE e FUT.
Trattamenti correttivi
Correzione di tricopigmentazioni precedenti mal riuscite o virate di colore.
Alopecia areata
Copertura delle chiazze glabre tipiche dell’alopecia areata.
Tricoblading
Tecnica manuale pelo a pelo sull’attaccatura, per ridisegnare la linea frontale.
Quanto dura
Il pigmento cambia nel tempo.
Con i pigmenti bioriassorbibili il risultato sfuma gradualmente e dura fino a 14–16 mesi, poi il pigmento scompare senza lasciare traccia. È l’opzione consigliata a chi si avvicina alla tecnica per la prima volta.
In studio non si eseguono trattamenti di tricopigmentazione con pigmenti a base di ossido di ferro. Si utilizzano esclusivamente pigmenti tricologici bioriassorbibili, compatibili con la cute del cuoio capelluto, per ridurre il rischio di macchie e viraggi di colore nel tempo.
- Assorbimento individuale del pigmento
- Età e caratteristiche della pelle
- Esposizione a sole e lampade
- Anticoagulanti e farmaci a base di cortisone
Quante sedute
Il tempo serve al risultato.
Di norma servono almeno due sedute. La prima sessione può durare dalle 2 alle 5 ore a seconda dell’area; poi si aspettano 40–60 giorni prima della seduta di rinforzo. Se serve una terza seduta, devono passare almeno 50 giorni dalla precedente.
L’attesa è il tempo necessario perché il cuoio capelluto guarisca e mostri quanto pigmento ha davvero trattenuto. Lavorare prima significa intervenire su un risultato non ancora stabilizzato.
Parla con lo studioDomande frequenti
Prima di scegliere.
È dolorosa?
È un fastidio sopportabile, paragonabile a quello di un tatuaggio leggero. La zona nucale è di solito la più sensibile.
Si vede che è finta?
Se è fatta bene, no. Il risultato dipende dalla calibrazione del colore e dalla densità dei punti: sono le due cose su cui si misura la differenza fra un lavoro professionale e uno improvvisato.
Posso farla se ho già fatto un trapianto?
Sì, ed è uno dei casi più frequenti: la tricopigmentazione copre le cicatrici della zona donatrice e uniforma la densità.
E se non mi piace il risultato?
Con i pigmenti bioriassorbibili il risultato si esaurisce da solo nel giro di mesi. È la ragione per cui si consigliano a chi ha dubbi.
La specializzazione
Esperienza sul cuoio capelluto.
Monica Secca si occupa in studio di tricopigmentazione e tatuaggi paramedicali. La consulenza serve a scegliere tecnica, pigmento e linea frontale in base alla situazione reale.
Conosci lo studioProssimo passo
Si parte dalla consulenza.
Zona, tecnica e pigmento si definiscono guardando il cuoio capelluto: non da una fotografia inviata a distanza.
