Una tricopigmentazione ben fatta dura a lungo, ma non per sempre. Quanto resta bella dipende anche da cosa fai dopo la seduta.

Dopo la seduta
In breve:
- nei primi giorni la zona può essere arrossata e il colore più scuro: è normale, con la guarigione schiarisce;
- fino a guarigione completa niente sole senza protezione totale, niente mare, piscina, sauna o bagno turco;
- per lavare la testa segui le indicazioni scritte che ricevi dopo la seduta;
- la seduta di rinforzo dopo 40–60 giorni fa parte del percorso;
- poi il risultato dura fino a 14–16 mesi e si mantiene con un ritocco.
Nei primi giorni: cosa è normale
Dopo la seduta il cuoio capelluto può essere arrossato, un po’ gonfio e sensibile, e i punti di pigmento sembrano più scuri di come saranno. Con la guarigione il colore schiarisce fino al 30–40%: è previsto, ed è uno dei motivi per cui serve la seduta di rinforzo¹.
Durante la guarigione è facile sentire prurito o bruciore. Non grattarti: grattandosi si rischia di portare batteri sulla pelle appena trattata e di infettarla².
Fino alla guarigione: sole, mare, piscina, sauna
Le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità per tatuaggi e trucco permanente valgono anche qui³. Fino alla guarigione completa:
- niente sole diretto né lampade abbronzanti senza protezione totale;
- niente bagni in mare o in piscina;
- niente sauna né bagno turco.
Posso lavare i capelli dopo la tricopigmentazione?
Sì, ma i tempi e i modi li indica chi esegue il trattamento. Chi esegue il trattamento deve spiegarti per iscritto le precauzioni da tenere dopo la seduta: nel Lazio è una delle dichiarazioni del consenso informato che firmi⁴, e l’ISS lo indica come buona pratica⁵. Segui quel foglio e, se hai un dubbio, chiedi allo studio prima di provare un prodotto nuovo.
Perché serve la seduta di rinforzo
Di norma servono almeno due sedute, a 40–60 giorni l’una dall’altra. Se ne serve una terza, devono passare almeno 50 giorni dalla precedente¹.
L’attesa serve perché il cuoio capelluto guarisca e mostri quanto pigmento ha trattenuto davvero. Lavorare prima significherebbe correggere un risultato non ancora stabile¹. Il rinforzo non è un extra: è la seconda metà del lavoro.
Quanto dura, e cosa la fa sbiadire prima
In studio si usano solo pigmenti tricologici bioriassorbibili, mai a base di ossido di ferro. Il risultato dura fino a 14–16 mesi e poi sfuma gradualmente¹. Per questo la tricopigmentazione dello studio non è un tatuaggio permanente.
Quanto dura nel tuo caso dipende da alcuni fattori¹:
- quanto pigmento assorbe la tua pelle;
- età e caratteristiche della pelle;
- esposizione al sole e alle lampade;
- farmaci come anticoagulanti e cortisone.
Anche sole, sudore e cosmetici incidono su quanto resta il risultato⁶. Proteggere la testa dal sole è quindi il gesto più semplice per farla durare.
I ritocchi nel tempo
Quando il colore comincia a sfumare si fa una seduta di richiamo, in base a come la pelle ha trattenuto il pigmento¹. Per l’effetto densità ci sono il ritocco semestrale e quello annuale⁶. I prezzi aggiornati sono nella pagina della tricopigmentazione.
Se la tua tricopigmentazione è stata fatta altrove e il colore è virato verso il blu, il grigio o il rosso, o i punti sono troppo grandi, il ritocco non basta: serve un lavoro di correzione. Vedi i trattamenti correttivi.
Quando chiamare il medico
Ogni trattamento che introduce pigmento nella pelle può dare complicazioni, anche se sono rare. Nelle persone predisposte possono comparire infiammazioni o problemi di cicatrizzazione¹. I segni di un’infezione sono gonfiore, rossore, calore e a volte dolore, in alcuni casi con mal di testa e febbre³. Le reazioni allergiche della pelle possono comparire anche dopo giorni².
In questi casi rivolgiti al dermatologo o al tuo medico di famiglia: le cure le decide un medico, perché chi esegue tatuaggi non ha le competenze sanitarie per consigliarle³. Avvisa comunque anche lo studio.
Diabete, dermatiti, predisposizione all’herpes e terapie in corso vanno detti prima, in consulenza¹.
Se devi fare una risonanza magnetica
Raramente tatuaggi e trucco permanente possono dare gonfiore o bruciore durante una risonanza magnetica, e i pigmenti a base di metalli possono disturbare le immagini³. Se hai una tricopigmentazione e devi fare l’esame, dillo al medico che lo prescrive.
Il primo passo
Ogni testa è diversa: tecnica, colore e densità si decidono guardando la tua situazione reale. La prima consulenza è gratuita¹.
Fonti (aggiornate al 30 ottobre 2026)
- Monica Secca e Martina Zanni, pagina «Tricopigmentazione» (sezioni «Quante sedute», «Quanto dura» e domande frequenti) e pagina «Trattamenti correttivi».
- Istituto Superiore di Sanità, EpiCentro, «Tatuaggi: rischi e complicanze» (aggiornata il 19/9/2024).
- Istituto Superiore di Sanità, ISSalute, «Tatuaggi», sezioni «Tatuaggi in sicurezza: istruzioni per l’uso» ed «Effetti sulla salute».
- Regione Lazio, DGR n. 270 del 3 maggio 2022, allegato 1, «Modulo per il consenso informato obbligatorio – Tatuaggio».
- Istituto Superiore di Sanità, EpiCentro, «Tatuaggi: sicurezza e prevenzione».
- Monica Secca e Martina Zanni, pagine «Effetto densità», «Camouflage cicatrici» e «Alopecia areata» (sezione «Nei giorni dopo» e domande frequenti).
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